Visto da sinistra
Ieri Bersani, conversando con alcuni collaboratori, ha ripetuto, a proposito dell’imminente ri-ri-ri-ri-ri-ridiscesa in campo di Berlusconi, che se c’è una cosa di positivo che può offrire il ritorno del Cav. è definire senza fraintendimenti quale sarà il vero profilo del competitor del Pd. “Almeno ora è tutto più chiaro”, ha sussurrato il segretario. Naturalmente, sarebbe da sciocchi credere che a sinistra ci sia chi faccia salti di gioia per la ricomparsa del Caimano. Leggi Ora sono i suoi a insistere per il gran ritorno del Cav. di Salvatore Merlo
14 AGO 20

Ieri Bersani, conversando con alcuni collaboratori, ha ripetuto, a proposito dell’imminente ri-ri-ri-ri-ri-ridiscesa in campo di Berlusconi, che se c’è una cosa di positivo che può offrire il ritorno del Cav. è definire senza fraintendimenti quale sarà il vero profilo del competitor del Pd. “Almeno ora è tutto più chiaro”, ha sussurrato il segretario. Naturalmente, sarebbe da sciocchi credere che a sinistra ci sia chi faccia salti di gioia per la ricomparsa del Caimano. Ma a guardar bene, qualcuno che, con un sorriso, riconosce che la presenza in campo del Cav. potrebbe portare persino qualcosa di buono c’è. Uno di questi è l’ultra-bipolarista Michele Salvati, che chiacchierando con il Foglio ammette che il ritorno del Cav. potrebbe essere utile al centrosinistra almeno per tre ragioni.
Primo: “La discesa in campo di Berlusconi – dice sorridendo Salvati – è una garanzia per il centrosinistra perché garantisce al Pd di non avere un competitor temibile, e dunque bentornato Cav.!”. Secondo: “Se vogliamo essere più seri, il contributo che dovrebbe offrire Berlusconi è quello di attivare un meccanismo virtuoso tale da costringere i partiti a mettere in campo due programmi sufficientemente alternativi. Mi verrebbe da dire che Berlusconi potrebbe dare una mano al paese per non perdere del tutto il suo profilo bipolarista; ma poi penso che Berlusconi è sempre Berlusconi e che – dice Salvati con tono rassegnato – solo Madre Teresa di Calcutta o Padre Pio potrebbero fare il miracolo di trasformare Berlusconi in qualcosa di diverso dal Berlusconi che abbiamo visto all’opera fino a otto mesi fa”. Terzo: “Certamente il sogno di qualsiasi persona di buon senso è che Berlusconi faccia propria la lezione del montismo e riesca a dare un tocco di inaspettata credibilità al centrodestra, in modo da scongiurare l’ipotesi che nel 2013 il vero avversario in Parlamento del Pd sia il partito di Beppe Grillo. Sarebbe un sogno. Ma anche qui mi rendo conto che dietro il sogno si nasconde un incubo: che il prossimo anno, invece di averne solo uno in campo, tra Grillo e Berlusconi alla fine ne avremo due: e, con tutta la buona volontà, a me l’idea un po’ fa paura”.
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